Diverse volte nella mia pratica quotidiana ho potuto constatare che c’è un esercizio molto semplice per la mano del quale non si fa un utilizzo propriamente corretto.

Sto parlando del famoso esercizio di “ stringere la pallina con la mano” .

Questo esercizio viene comunemente pensato come la prima cosa da fare quando si ha un problema alla mano o alle dita. C’è da dire che tutti gli esercizi sono un po come le medicine, che se vengono somministrate in modo sbagliato possono creare più danno che beneficio. Nel caso specifico dell’esercizio della pallina, ritengo che sia sicuramente utile in quelle persone che hanno subito un danno a carico della muscolatura, dei legamenti o dei nervi e che hanno quindi bisogno di recuperare la forza nella presa. Al contrario, in presenza di spasticità o ipertono della muscolatura della mano, che si presenta molto rigida e contratta, come ad esempio in quelle persone che si trovano in una situazione di emiplegia successiva ad un ictus cerebrale, stimolare la mano a stringere qualcosa significa rinforzare ed accorciare ancora di più quella muscolatura che al contrario avrebbe bisogno di rilassamento ed allungamento; stimoliamo purtroppo un riflesso di tipo patologico che va incentivato il meno possibile: questo riflesso lo troviamo anche nei neonati (riflesso del Grasp) che stringono la manina quando gli poniamo qualcosa nel palmo.

Mi dispiace aver sfatato anche il mito del bambino che mostra i primi segni d’affetto!

 

Comunque, detto ciò, il mio consiglio è :

 

STRINGETE LA PALLINA SOLO QUANDO SERVE DAVVERO!