Quella del fisioterapista è una delle professioni più duramente attaccate dall’abusivismo, basti pensare che i falsi fisioterapisti in Italia sono il doppio di quelli veri, gente che senza nessun titolo in ambito riabilitativo (ricordiamo che il fisioterapista è un professionista laureato), disinvoltamente praticano le loro improvvisate manovre su inconsapevoli cittadini che si mettono nelle loro mani, magari perché attratti da pubblicità ingannevoli o dalla politica del basso costo.

Il fenomeno è preoccupante, perché almeno il 5% degli italiani che giornalmente si affida a interventi di riabilitazione, incappando in sedicenti fisioterapisti, subiscono danni gravi, talvolta addirittura irreversibili. La falsa fisioterapia non si annida solo presso compiacenti cliniche o studi privati, ma prospera spesso anche presso pubbliche strutture ospedaliere, create, invece, per salvaguardare al meglio la salute del cittadino. L’abusivismo in fisioterapia produce inoltre un danno economico, sia all’utente (in termini di tariffe spesso esagerate, non giustificate dalla necessaria professionalità e sovente neppure fatturate), sia agli Enti legalmente preposti all’erogazione di simili prestazioni (che si vedono sottrarre pazienti), sia allo Stato (in termini di evasione fiscale).

Tale attività illegale può configurarsi come vera e propria truffa, e i Nuclei Antisofisticazioni (N.A.S.) dei carabinieri, opportunamente sensibilizzati al riguardo dalle Associazioni di categoria e dalle Associazioni dei consumatori, se ne stanno occupando con sempre maggior frequenza, rilevando molteplici irregolarità, fino alla chiusura di diverse strutture dove operano soggetti non adeguatamente preparati.

Come riconoscere un falso fisioterapista

1) verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall’Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute;

2) verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente;

3) chiedere sempre il rilascio della ricevuta fiscale, in caso di libero professionista